Il pezzo che avanza
edizioni
Una piccola officina
di libri,
metodo
e vita concreta
Il pezzo che avanza – Edizioni nasce da un’idea semplice: non spiegare la filosofia alla vita, ma far emergere la filosofia dalla vita.
I libri dell’officina partono da classi, corpi, bar, lutti, relazioni educative e ferite della storia. La filosofia, la Gestalt, il teatro e la memoria diventano strumenti per guardare meglio ciò che accade.
Piccoli libri, quaderni, racconti e strumenti di lavoro, tenuti insieme da un metodo comune: descrivere la vita prima di spiegarla.
Scuola
Strumenti per insegnare filosofia e pensiero vivo

Quaderni e materiali per insegnanti che vogliono riportare la filosofia dentro la vita della classe. Non manuali da ripetere, mas trumenti per aprire una lezione, usare una domanda, lavorare sull’ascolto e trasformare gli autori in occasioni reali di pensiero.
Racconti e memoria
Vite concrete, luoghi, ferite, città, padri, piazze, bar.
Racconti fenomenologici e testi di memoria civile. Non storie costruite solo per la trama, ma esperienze descritte nel loro accadere: scuola, ospedale, amore, lutto, bar, città, storia italiana. La memoria non è solo passato, ma domanda rivolta al presente.

I libri in primo piano

Dieci minuti di filosofia, fatti bene, bastano a scuola?
Un libro nato nello spazio breve dell’intervallo, là dove una domanda giusta può interrompere la routine della scuola e riaccendere l’ascolto. In un tempo in cui seguire una lezione diventa spesso faticoso per gli studenti, questi dialoghi mostrano come la filosofia possa tornare a essere esperienza viva: non una materia da ripetere, ma un modo per guardare meglio il mondo, la classe e se stessi.

Impariamo a descrivere la vita prima di spiegarla.
Un libro per chi insegna, ascolta o lavora nella relazione d’aiuto. Attraverso racconti e frammenti di vita concreta, Il pezzo che avanza propone uno sguardo fenomenologico: sospendere le spiegazioni troppo rapide e osservare l’esperienza nel suo accadere. Corpo, contatto, memoria e relazioni diventano così spunti utili per scuola, Gestalt, teatro e cura.

Quando la verità fatica a emergere, la memoria diventa una domanda.
Un racconto civile nato dall’incontro tra scuola e memoria. Attraverso il dialogo tra una studentessa che vuole partecipare alle manifestazioni torinesi e una testimone della strage del 28 maggio 1974 di Piazza della Loggia a Brescia. Come si insegna la storia in un Paese in cui la verità è stata spesso difficile da ricostruire?

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